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Francesca Grippaldi
Medicina Generale indirizzo Endocrinologico, Ospedale Civile Maggiore, Verona.
Servizio di Diabetologia, Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Negrar Verona.

 

Quanti sono i diabetici?
L'incremento della popolazione anziana (maggiore di 65 anni) ed il contemporaneo aumento della prevalenza di diabete mellito rendono necessario un continuo confronto fra i diversi specialisti coinvolti nella gestione di questa patologia in questa fascia di età.
Nel nostro paese il diabete colpisce fino all'8% delle persone sopra i 60 anni e fino al 10-12% dopo i 70 anni. Bisogna poi tener presente che queste cifre si riferiscono ai soli casi in cui si sa che il diabete è presente, ma numerosi studi hanno evidenziato come ne esistano almeno altrettanti in cui la malattia è presente senza che il paziente e il suo medico lo sappiano. Questo significa che probabilmente esiste un diabetico ogni 5 persone anziane.

Si può evitare la comparsa di diabete?
Esistono alcuni fattori di rischio che rendono più probabile la comparsa di diabete negli anziani. Alcuni di questi possono essere corretti: stile di vita sedentario e cattive abitudini alimentari. Altri sono più difficili da evitare o correggere: altre malattie e relativi farmaci, cambiamenti correlati all’età nella produzione e/o azione dell’insulina.

Che danni può provocare il diabete nell’anziano?
Il diabete è una delle maggiori cause di mortalità e altre patologie negli anziani.
Gli anziani con diabete hanno un rischio più elevato di essere affetti da depressione, decadimento cognitivo e demenza, incontinenza urinaria e fecale, cadute traumatiche, compromissioni funzionali, disabilità, sincope e dolore cronico misto.
L'iperglicemia può causare aumento della quantità di urine e della frequenza con cui si deve urinare, incontinenza urinaria, interferenza nel sonno, disidratazione e aumento del numero di cadute.
Anche le alterazioni della vista, associate all'iperglicemia possono aumentare il rischio di cadute e la paura di cadere porterà gli anziani a ridurre la motilità.
L'iperglicemia aumenta il rischio di ictus, infarto miocardico, dolori agli arti inferiori mentre si cammina e impotenza. Riduce inoltre la tolleranza al dolore, che può portare a un eccessivo consumo di anti-dolorifici. Può anche interferire con la funzione del sistema immunitario, aumentando il rischio di infezioni e rallentando la guarigione delle ferite.

Come comportarsi con il diabete nell’anziano?
La cura dei soggetti diabetici anziani è complicata dalla grande diversità fra gli individui, della quale i medici curanti devono tenere conto. La valutazione multidisciplinare può fornire informazioni fondamentali per l'inquadramento del paziente geriatrico.
È necessario perseguire degli obiettivi glicemici, seppure non troppo ambiziosi, educare i pazienti a un corretto stile di vita (nutrizione ed attività fisica) e all'automonitoraggio glicemico, attuare delle scelte terapeutiche personalizzate, prevenire e trattare le complicanze acute/croniche.
Gli obiettivi glicemici dovrebbero essere individualizzati:

  • se le condizioni generali sono relativamente buone, si può mirare a un valore di HbA1c di 6.5-7.5%;
  • negli anziani fragili (con complicanze, demenza, altre malattie, nei quali il rischio di ipoglicemia è alto) ci si può accontentare di valori di HbA1c di 7.5-8.5%.

Gli anziani nei quali il diabete è già noto da anni sono abituati alla malattia e non comportano molte difficoltà di gestione, se non l’attenzione agli obiettivi terapeutici che devono essere continuamente rivisti.
Nei diabetici anziani lo schema di automonitoraggio glicemico dovrebbe essere stabilito in relazione al grado di autosufficienza e quindi alla capacità del singolo di eseguire, capire e decidere.
Uno dei capisaldi del trattamento del diabete senile e delle sue complicanze è rappresentato dall'educazione terapeutica. Gli obiettivi dell'educazione all'autogestione sono quelli di ottimizzare il compenso metabolico, prevenire le complicanze acute (ipoglicemia, coma iperosmolare, chetoacidosi, infezioni) e croniche (neuropatia, vasculopatia, retinopatia, nefropatia e piede diabetico) e ottimizzare la qualità della vita. È fondamentale un intervento multidisciplinare per l’educazione al corretto utilizzo dei farmaci, al monitoraggio glicemico e al riconoscimento dell'ipoglicemia e dell'iperglicemia.
Tra gli anti-diabetici orali vanno evitati quelli con elevato rischio di ipoglicemia. La metformina è utilizzabile con cautela, facendo attenzione alla funzionalità renale.
È indispensabile il controllo delle altre malattie associate al diabete e di tutti i fattori di rischio cardiovascolare. L’aumento dell'attività fisica e una corretta educazione nutrizionale sono in grado di migliorare i livelli di pressione arteriosa e il controllo lipidico e glicemico. I valori pressori vanno mantenuti < 140/80 mmHg, se ben tollerati. La terapia anti-ipertensiva deve essere graduata con prudenza per evitare complicanze da calo improvviso della pressione.