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Francesca Grippaldi
Medicina Generale indirizzo Endocrinologico, Ospedale Civile Maggiore, Verona.
Servizio di Diabetologia, Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Negrar Verona.

 

Cosa è il diabete?
Il diabete mellito è una malattia del metabolismo caratterizzata da aumento costante del livello di zucchero nel sangue (iperglicemia) con disturbi del metabolismo degli zuccheri, dei grassi e delle proteine, dipendenti da difetti della produzione e/o azione dell’insulina.

Quali forme di diabete esistono?
Tra le varie forme di diabete, la più frequente nei bambini è il diabete mellito di tipo 1, caratterizzato da una distruzione da parte di anticorpi delle cellule pancreatiche (beta-cellule) che producono insulina. Negli ultimi anni, parallelamente alla crescente obesità infantile, si sono visti anche casi di diabete mellito tipo 2, patologia a lungo considerata come esclusiva dell'età adulta, caratterizzata da resistenza all’azione dell’insulina e progressiva perdita della secrezione beta-cellulare. Il MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young) rappresenta un'altra forma di diabete, che si può manifestare in bambini e adolescenti: si tratta di forme ereditarie, caratterizzate da familiarità per diabete, assenza di obesità e chetosi, dovute a un deficit primario della funzione beta-cellulare e della secrezione insulinica. Altre forme di diabete, che in misura minore possono interessare l'età pediatrica, sono:

  • il diabete neonatale, condizione monogenica rara (1/400.000-500.000 nascite), caratterizzata dalla comparsa di iperglicemia richiedente terapia insulinica nei primi mesi di vita, legata a difetti nello sviluppo o funzione delle beta-cellule pancreatiche;
  • il diabete mitocondriale, in genere associato a sordità neurosensoriale e legato anch'esso a perdita della funzione beta-cellulare su base non autoimmune;
  • forme di diabete secondario ad altre patologie (fibrosi cistica, malattie endocrine) o all'uso di farmaci quali ad esempio i cortisonici.

Quanti sono i bambini diabetici?
Il diabete mellito tipo 1 rappresenta il 90% di tutti i casi di diabete durante l'infanzia e l'adolescenza. Negli ultimi anni la sua incidenza è aumentata significativamente nella fascia di età da 0 a 14 anni, con un aumento particolarmente marcato nei bambini di età sotto i 5 anni. Nel mondo ci sono circa 490.000 bambini di età inferiore ai 14 anni affetti da diabete tipo 1, con 79.000 nuove diagnosi ogni anno e un incremento annuo dell'incidenza di circa il 3%. In Italia l'incidenza maggiore si riscontra in Sardegna e in provincia di Trento e la minore in Campania.

Come si manifesta il diabete nel bambino?
Il diabete tipo 1 ha un esordio brusco, spesso stagionale (autunno/inverno) e dopo una malattia virale, con il classico quadro della chetoacidosi diabetica, le cui principali manifestazioni cliniche sono: aumento della quantità di urine (poliuria con enuresi notturna) e della sete (polidipsia), crampi muscolari, formicolii alle gambe, debolezza, disturbi della vista, perdita dell’appetito, nausea, vomito, dolore addominale (talvolta violento al punto da essere confuso con appendicite), alito acetonemico (fruttato), modalità particolare di respirare (respiro profondo e accelerato), disidratazione (secchezza della cute e delle mucose), tachicardia, calo della pressione, temperatura fredda, prurito e bruciore a carico dei genitali esterni, calo di peso o ritardo di crescita della statura, alterazioni mestruali (cicli più rari o assenti), alterazione dello stato di coscienza fino al coma.

Come si cura il diabete?
La diagnosi e il trattamento precoci sono di primaria importanza per evitare le complicanze associate con tale patologia.
La terapia insulinica è l'unico trattamento di tale patologia. Tutti i bambini e gli adolescenti devono essere seguiti da un team multidisciplinare di specialisti fin dal momento della diagnosi. La scelta degli obiettivi glicemici deve essere individualizzata nelle diverse fasce di età, bilanciando il beneficio di ottenere un valore più basso di HbA1c (indicatore di compenso glicemico) con il rischio di ipoglicemia. Lo schema di terapia insulinica di prima scelta è il cosiddetto “basal-bolus”, in cui si somministra l’insulina 4 volte al giorno (ai pasti e alla sera al momento di andare a letto). Il controllo dei livelli di glicemia viene fatto con appositi apparecchi detti glucometri: questi rilevatori, con il prelievo di una goccia di sangue dai polpastrelli delle dita delle mani, hanno la possibilità di evidenziare il livello di zucchero nel sangue in quel momento, memorizzare i dati, calcolarne la media, segnalare le ipoglicemie e suggerire la quantità di insulina da somministrare (se si esegue la conta dei carboidrati negli adolescenti).
In alcuni soggetti che, malgrado tutti gli sforzi con il regime basal-bolus, presentano scarso controllo dei valori di glicemia, marcata instabilità e ipoglicemie ricorrenti, può essere presa in considerazione l’uso di una minipompa per infondere insulina in modo continuo.
Alla diagnosi bisogna eseguire la ricerca di altre malattie autoimmuni associate al diabete (soprattutto della tiroide e malattia celiaca). Va inoltre raccomandata la gestione delle complicanze croniche (malattia renale, ipertensione, alterazioni dei grassi nel sangue, malattia dell’occhio). I genitori e il team diabetologico dovrebbero sviluppare insieme al personale scolastico un "piano individualizzato di cura", che comprenda le informazioni necessarie perchè il ragazzo partecipi completamente e con sicurezza all'esperienza della scuola. La cura appropriata del diabete a scuola è necessaria per la sicurezza immediata del ragazzo, il benessere a lungo termine e la migliore prestazione scolastica. In Italia, tuttavia, in base alle disposizioni di legge e ai regolamenti scolastici, il personale scolastico non sanitario non può essere obbligato (e spesso è vietato) a eseguire il monitoraggio dei livelli glicemici e la somministrazione di farmaci iniettivi (come l’insulina e il glucagone talvolta necessario per dominare le crisi ipoglicemiche). I ragazzi diabetici dovrebbero avere la possibilità di partecipare a campi educativi residenziali, nei quali l'obiettivo principale è garantire un'esperienza di vacanza in un ambiente sicuro, durante il quale fornire educazione e addestramento pratico nella gestione del diabete.